Stile: Cyberspace / Glitchy
Tipo: VR 360 Mono, Grafica 3D, no riprese, 3DOF
Elementi VR: Spazialità dei glitch e dei data point

Trama

Durante il decennio del 1960 Arthur C. Clarke, scrittore di 2001: Odissea nello spazio, fece un’intervista con la BBC in cui parlò del futuro, di cosa prevedeva per il prossimo secolo, dell’esplorazione spaziale, dell’avvento di internet e della robotizzazione. Molti dei concetti che trattò allora erano fantascienza, eppure alcuni ad oggi si sono avverati. Lo scopo del corto quindi è, oltre ad esporre quest’intervista tramite una proiezione tridimensionale dell’autore, è quella di far riflettere sulla sottile linea tra fantascienza, scienza e realtà.

Note Stilistiche

I datapoint sono sempre rappresentati in bianco, mentre attorno la palette utilizza quasi unicamente nero (buio) e rosso bordeaux.
L’oscurità rievoca lo spazio profondo, in alcuni punti si vedono anche degli asteroidi, mentre gli hotspot rossi colpiscono perché rompono questo spazio profondo.
In natura non esistono luci di questo colore, quindi ricorda una luce artificiale. Un satellite con un led che flickera? Un UFO?
Questa scelta stilistica è probabilmente data dal famoso libro 2001: Odissea nello spazio di Clarke. Quale modo migliore per rappresentare le ideologie di una persona se non tramite l’utilizzo del suo Magnum Opus?
I datapoint spesso presentano glitch che ricordano il comportamento dei televisori a tubo catodico, anche questo un richiamo a com’era il mondo tecnologico ai tempi dell’intervista.
All’inizio del corto, molto difficile da notare, le stelle formano una rappresentazione dell’europa

Note Sulla Trama

Trovo sia fascinante guardare documentari che trattano persone del passato che descrivono il futuro, o medium del passato che cercano di immaginare come sarà il mondo tra cinquant’anni. Perché per loro è il futuro, per noi invece è il presente.
Un po’ come vedere Blade Runner o leggere Neuromancer: molti dei concetti di cui parlano sono molto astratti ed e la loro realizzazione è discutibile, tuttavia anche concetti come “lavoro remoto”, “chiamate” e “robot” erano probabilmente discutibili ai loro tempi, eppure si sono avverati o si stanno avverando.